Domenica 20 Mag 2012
Home Fisco e Tasse Deducibilità dei beni immateriali per i professionisti
Deducibilità dei beni immateriali per i professionisti
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Fisco e tasse
Mercoledì 27 Ottobre 2010 15:00
Ai fini della determinazione della base imponibile IRPEF, i beni a utilità pluriennale dei professionisti, anche in assenza di una disposizione specifica che deroghi alle regole generale, sono deducibili nell’esercizio in cui avviene l’esborso finanziario.

Nell’attività dei professionisti, i beni immateriali, cioè quelli caratterizzati dall’intangibilità e dalla loro utilità pluriennale, hanno assunto nel tempo un ruolo sempre crescente. Quindi ci si imbatte sempre più spesso in questioni concernenti l’acquisto del marchio di uno studio professionale, della clientela e soprattutto del software, strumento ormai indispensabile nello svolgimento dell’attività professionale. Ma questa evoluzione non è stata recepita dal legislatore fiscale, che nella determinazione del reddito di lavoro autonomo non ha previsto alcuna disposizione specifica volta alla deduzione dell’ammortamento dei beni immateriali.

Il secondo comma dell’art. 54 del T.U.I.R., che nella sua struttura ricalca l’art. 50 del D.P.R. 597/73, dispone che per i beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione sono ammesse in deduzione quote annuali di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall’applicazione del D.M. 31 dicembre 1988, il quale però si occupa solo di beni materiali.

Resasi conto di questa lacuna normativa, l’Amministrazione finanziaria si è occupata in più occasioni della materia, giungendo però a soluzioni non uniformi.

In un primo intervento l’Agenzia (risoluzione 117 del 12 aprile 2002), con riferimento all’agevolazione Tremonti-bis, aveva osservato che i costi per l’acquisto dei beni in esame sono deducibili anche se non rientrano nell’ambito applicativo del citato decreto del 31 dicembre 1988.

Tuttavia l’Agenzia escludeva, “sulla base di un’interpretazione sistematica”, che si potesse applicare il principio di cassa, ritenendo estensibile al caso di specie la disciplina prevista dall’art. 68 (oggi 103) del T.U.I.R. con riferimento all’ammortamento dei beni immateriali delle imprese.

Quindi, secondo tale risoluzione, i beni immateriali erano deducibili nell’ambito del reddito di lavoro autonomo per quote costanti in misura non superiore ad un terzo, percentuale che poi, a partire dal 2006, è stata elevata al 50% dal D.L. 223/2006.

Con un successivo intervento la stessa Agenzia ha poi però modificato il suo orientamento.
Infatti nella risoluzione 30 del 16 febbraio 2006 l’Amministrazione finanziaria rileva che l’art. 54, primo comma, del T.U.I.R. sancisce l’applicazione del criterio di cassa come principio generalmente applicabile nella determinazione del reddito di lavoro autonomo, che può essere derogato solo nei casi espressamente previsti dalla norma.

Ne consegue che il costo relativo ad un bene immateriale (nel caso di specie un marchio) è deducibile nel periodo d’imposta in cui lo stesso è sostenuto.

Nel testo di questa risoluzione non si fa esplicito riferimento al superamento della precedente risoluzione 117/2002. Ma, dato che secondo la stessa Amministrazione finanziaria (circolare 101/2000, risposta 2.6) per gli interventi di prassi si considera valido quello più recente, la risoluzione n. 117 del 2002 deve ritenersi oggi superata.

Anche per ciò che riguarda la disciplina del software, che è il bene immateriale più diffuso nell’attività professionale, si applica quindi il criterio di cassa.

Fa però eccezione il software di base, cioè il software che contiene le istruzioni indispensabili per il funzionamento del computer (il sistema operativo). Infatti questo software si considera parte dell’hardware e deve essere ammortizzato con esso: procedura questa non particolarmente problematica, considerato che il software di base viene generalmente fatturato in modo indistinto insieme con l’hardware.

Seguono ovviamente il criterio di cassa anche le prestazioni di servizi a cadenza periodica attinenti al software e retribuite con canoni, quali le licenze d’uso, gli aggiornamenti e l’assistenza.