| Compensi a terzi e IRAP per il professionista |
| Fisco e tasse |
| Martedì 30 Novembre 2010 11:49 |
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La Corte di Cassazione, riprendendo, forse, un percorso già iniziato con l’ordinanza n. 18704_2010, dispone (con la sentenza n. 23761 del 23 novembre 2010), che è compito del giudice verificare che il professionista rispetti le condizioni che garantirebbero l’esclusione dei redditi, riferiti alla propria posizione, dalla tassazione ai fini IRAP.
I requisiti base per delineare una esclusione dei redditi dalla tassazione ai fini IRAP sono la non stabile organizzazione e l’impiego minimo di beni strumentali. E con la sentenza n. 23761 in particolare si ritiene che il fatto che un professionista, privo di personale dipendente, corrisponda “elevati”compensi a terzi per essere coadiuvato nello svolgimento della propria attività professionale, può far si che si configuri l’ipotesi della presenza di una stabile organizzazione (struttura, composta da uomini e da mezzi, operante al servizio del professionista). E’ il professionista, come detta l’articolo 2697 del codice civile, a dover dimostrare la non esistenza della stabile organizzazione. |



